Darius e la forza della speranza
A vederlo oggi, paffuto e sorridente non si direbbe che è lui lo stesso bimbo che solo due anni fa affrontava una durissima battaglia per la vita.
A vederlo oggi, paffuto e sorridente non si direbbe che è lui lo stesso bimbo che solo due anni fa affrontava una durissima battaglia per la vita.
Adiza è nata nella regione est del Ghana, uno di quei posti in cui la povertà può davvero essere terribile. I suoi genitori sono contadini, ma nella stagione secca provvedere alle esigenze alimentari della famiglia è difficile. Anche per questo lei non ha mai avuto l'opportunità di frequentare la scuola.
Acqua per bere. Acqua per cucinare. Acqua per curare le malattie, garantire assistenza sanitaria a chi ne ha bisogno e contrastare infezioni ed epidemie. Un nuovo impegno per agevolarne l'accessibilità nei Paesi in via di sviluppo è stato siglato proprio pochi giorni fa.
Girare per le strade con un “no alla violenza contro le donne” stampato ben in vista sul petto. Un modo originale per far sentire il peso delle proprie idee non solo a parole, ma anche con un gesto al tempo stesso simbolico e concreto. C’è tempo fino al 21 settembre per partecipare al concorso Unite T-shit design, lanciato dalle Nazioni Unite nell’ambito della campagna Unite to end violence against women, per la lotta contro la violenza di genere.
Penyin ha braccia forti e un bel sorriso. Il volto sereno di chi vede dritta davanti a se la propria strada, senza velature né incertezze.
Oggi ha 23 anni. Originario di Sekondi, località sulla costa ghanese, non ha potuto frequentare la scuola da bambino per la povertà della sua famiglia. Quando era poco più che un bimbo faceva il pescatore ma, sebbene lavorasse tanto, la miseria era davvero dura da sconfiggere.
Garantire il diritto alla vita ai milioni di bambini che ogni giorno nascono nel mondo significa in primo luogo proteggere la loro salute nelle prime settimane dopo il parto, quelle in cui il rischio di contrarre malattie e infezioni letali è più elevato. Negli ultimi anni gli investimenti globali sulla salute materna e infantile sono andati moltiplicandosi, consentendo di raggiungere risultati importanti per la tutela della gravidanza e per il benessere dei neonati.
Quando metà di un’opera è stata realizzata, si può tirare un sospiro di sollievo e affermare che manca solo il 50 per cento del lavoro per vederla completata. Altrettanto legittimamente, però, si può sostenere che si è solo arrivati nel punto centrale di un cammino, e che se tanta è stata la strada percorsa, altrettanta ne resta ancora da fare. La grave siccità che ha colpito il Corno d’Africa negli ultimi mesi offre un eccellente esempio della storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Di per sé è una buona notizia, anche se, non essendo ancora chiarite le sue cause, il fenomeno potrebbe nascondere conseguenze negative. In alcuni Paesi dell’Africa sub-sahariana il numero di zanzare che trasmettono la malaria si è ridotto drasticamente negli ultimi anni. A rivelarlo è uno studio condotto da alcuni ricercatori della Danimarca e della Tanzania e pubblicato sulla rivista specializzata Malaria Journal.
A volte le soluzioni ai grandi problemi sono più vicine di quello che si pensi. Un recente studio revisionale condotto da un team medico britannico-pakistano ha aperto una speranza concreta per il futuro di migliaia di bambini dei paesi a basso e medio reddito.
Secondo lo studio, l’utilizzo di integratori di vitamina A potrebbe salvare ogni anno la vita di 600 mila minori delle aree meno sviluppate del pianeta, affetti da malattie per carenze vitaminiche assolutamente evitabili nei paesi avanzati.
La sua storia ha fatto il giro del mondo e Andrew è diventato in pochissimo tempo un piccolo eroe. Ha soli 11 anni ma già una grande determinazione e soprattutto una grande umanità e un gran cuore.
Andrew Andasi vive in Ghana, in quell’Africa che in questo periodo sta vivendo la tragedia della peggiore carestia degli ultimi decenni. Guarda la tv, legge Andrew, e viene a sapere della difficile situazione in Somalia, delle fughe dalla fame, dei morti, della disperazione.