Disuguaglianze, ridurre la distanza tra ricchi e poveri è possibile
Nel mondo aumenta la concentrazione delle risorse economiche nelle mani di pochi. Una situazione che si può cambiare. Le proposte dell’Oxfam.
Nel mondo aumenta la concentrazione delle risorse economiche nelle mani di pochi. Una situazione che si può cambiare. Le proposte dell’Oxfam.
Ridurre la distanza. In inglese “Close the gap”. Lo slogan scelto per l’edizione di quest’anno della Giornata mondiale per la lotta all’Aids, che ricade il primo dicembre, è un appello ad andare oltre il pregiudizio.
Con quali giocattoli gioca un bambino del Sahara? Che tipo di educazione riceve un bimbo boliviano? A che età si inizia a lavorare in Bangladesh? La University of California di Los Angeles ha presentato nei giorni scorsi il report Children’s chance, che sotto forma di mappa geografica fornisce un quadro sintetico del benessere, dell’educazione, della salute e del contesto sociale che caratterizzano l’infanzia nei diversi Paesi del mondo. Gli squilibri sono tanti, in alcuni casi enormi. Ma le sorprese positive non mancano.
Una zappa o una vanga al posto di una bambola o di una macchinina. Una scopa e uno straccio invece di libri e matite colorate. Un cumulo di piatti da lavare anziché il nascondino o il rubabandiera. Si è bambini una volta sola nella vita. Ma in molti angoli del mondo, per milioni di piccoli, ancora oggi l’infanzia è un diritto negato, strappato dalla piaga del lavoro minorile.
Una nuova partnership globale per andare oltre gli Obiettivi di sviluppo del Millennio ed eliminare per sempre la piaga della povertà estrema, che affligge ancora oggi centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta. È la proposta di un panel internazionale istitutito dalle Nazioni unite per studiare e risolvere i principali problemi che impediscono l’eliminazione del divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri e il pieno sviluppo di ogni essere umano in un contesto di serenità e benessere.
Diritti umani. Molti ne parlano, pochi li applicano e li rispettano. Soprattutto se si fa riferimento a quelli di rifugiati e migranti, considerati persone di “serie B” dalla maggior parte dei Paesi della comunità internazionale.
“Il bambino chiama la mamma e domanda: ‘Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?’ La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino. ‘Eri un desiderio dentro al cuore’”. Le parole di Rabindranath Tagore, poeta, scrittore e filosofo indiano, descrivono il profondo legame che lega le madri ai propri figli, in ogni tempo e in ogni parte del mondo.
La buona notizia è che il numero delle persone che ogni anno muoiono a causa della malaria si è quasi dimezzato negli ultimi 10 anni. Quella cattiva è che il morbo uccide ancora un bambino al minuto, per lo più in Africa. La stima arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità, che parla di 660mila vite stroncate nel 2012.
Per far sorridere un bambino e aiutare l'ambiente basta davvero poco. Anche un vecchio cellulare da tempo riposto in un cassetto può essere sufficiente. Donandolo ad Aidworld potete infatti trasformare il telefonino ormai inutilizzato in fondi da devolvere ai progetti dell’Associazione.