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Bambini nel mondo. Come vivono, come crescono

Con quali giocattoli gioca un bambino del Sahara? Che tipo di educazione riceve un bimbo boliviano? A che età si inizia a lavorare in Bangladesh? La University of California di Los Angeles ha presentato nei giorni scorsi il report Children’s chance, che sotto forma di mappa geografica fornisce un quadro sintetico del benessere, dell’educazione, della salute e del contesto sociale che caratterizzano l’infanzia nei diversi Paesi del mondo. Gli squilibri sono tanti, in alcuni casi enormi. Ma le sorprese positive non mancano.

Con la scuola e i giochi cresce tutta la società

Una zappa o una vanga al posto di una bambola o di una macchinina. Una scopa e uno straccio invece di libri e matite colorate. Un cumulo di piatti da lavare anziché il nascondino o il rubabandiera. Si è bambini una volta sola nella vita. Ma in molti angoli del mondo, per milioni di piccoli, ancora oggi l’infanzia è un diritto negato, strappato dalla piaga del lavoro minorile.

Nuovi obiettivi di sviluppo del millennio. Alla ricerca di una partnership globale

Una nuova partnership globale per andare oltre gli Obiettivi di sviluppo del Millennio ed eliminare per sempre la piaga della povertà estrema, che affligge ancora oggi centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta. È la proposta di un panel internazionale istitutito dalle Nazioni unite per studiare e risolvere i principali problemi che impediscono l’eliminazione del divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri e il pieno sviluppo di ogni essere umano in un contesto di serenità e benessere.

Essere madre oggi, le sfide e i progressi nei cinque continenti

“Il bambino chiama la mamma e domanda: ‘Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?’ La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino. ‘Eri un desiderio dentro al cuore’”. Le parole di Rabindranath Tagore, poeta, scrittore e filosofo indiano, descrivono il profondo legame che lega le madri ai propri figli, in ogni tempo e in ogni parte del mondo.