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Giornata del Rifugiato: la meta non è più l'Europa

Il 20 giugno è stata celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato.L'appuntamento di quest'anno aveva un significato particolare perchè segnava il 60° anniversario della nascita dell'UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e di un documento di fondamentale importanza per la tutela dello status di rifugiato: la Convenzione di Ginevra del 1951, primo accordo internazionale che impegna gli stati firmatari a concedere protezione a chi fugge dalle persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, a

L’Etiopia e l’acqua come bene comune

Mentre anche in Italia si discute di acqua pubblica, l’Etiopia tenta di risolvere l’accesso a uno dei diritti fondamentali dell’uomo con un modello solidale di gestione idrica.
A raccontarlo è il film “The well. Voci d’acqua dall’Etiopia”, uscito il 7 giugno, per la regia di Riccardo Russo (geografo, film-maker, esperto di comunicazione e sviluppo) e Paolo Barberi (docente di antropologia culturale all’Università “La Sapienza” di Roma e film-maker).

Salute globale: l'appello delle ONG

Si chiude il G8 di Deauville e le organizzazioni mondiali ripetono a gran voce la necessità di un impegno forte e specifico a sostegno dei Paesi in via di sviluppo. Al centro, la questione dell'accesso mondiale a salute e cure mediche. In particolare viene fortemente criticato il fatto che, oltre a dichiarare il sostegno alle iniziative in ambito sanitario già avviate in passato, non sia stata identificata alcuna priorità per il futuro.

Investimenti agricoli in Africa: sarà vero sviluppo locale?

Una vera e propria corsa alla terra fertile è quella che si sta consumando sul suolo africano da alcuni anni. Protagoniste, le più grandi imprese multinazionali mondiali con il sostegno di alcuni governi stranieri. La motivazione ufficiale sostenuta è favorire lo sviluppo agricolo autonomo locale e l'esportazione di prodotti della terra. Tra i paesi più coinvolti nell'affare compaiono Etiopia, Tanzania e Madagascar.

Al bando in Italia la produzione e la vendita delle bombe a grappolo

Finalmente lo abbiamo fatto anche noi: anche il nostro paese ha detto no alle bombe a grappolo.
Armi terribili, piombano sui territori disperdendosi su aree molto vaste. Possono non esplodere subito ma essere letali per molto tempo. Secondo un rapporto dell'associazione Handicap International, sarebbero circa 100 milioni le bombe a grappolo rimaste ancora inesplose nel mondo. Maggiori vittime ne sono i bambini, che vi inciampano o ci giocano, rimanendone, se vivi, orrendamente mutilati. Degli 11 mila morti l'anno per le cosiddette cluster bombs, circa un quarto sono bambini.